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Clicca le città sulla cartina per scoprire alcune nozioni storiche dell'Italia centrale.
ANCONA (ANCONA)
Fondata da coloni siracusani tra il sec. V e il IV a.C., al tempo della guerra il lirica il porto fu utilizzato come base navale romana. Colonie romane vi presero dimora e diedero ad Ancona un volto nuovo soprattutto al tempo di Traiano. Caduto l’impero d’Occidente, Ancona sostenne l’attacco dei Goti e poi preferì sottomettersi spontaneamente alla Chiesa insieme alle altre città della Pentapoli. Cinta invano dall’assedio da Federico Barbarossa (1167) e da Cristiano di Magonza (1174) in lotta coi Saraceni, Normanni e Veneziani, difese a lungo la propria autonomia finché nel 153d2 fu costretta con la forza al diretto dominio pontificio che si rivelò odiosamente dispotico.
ARIMINUM (RIMINI)
Di origine umbro-etrusca, invasa poi dai Galli Senoni nel 400 a.C. e divenuta colonia romana nel 268, Ariminum acquistò grande importanza come nodo stradale in quanto luogo di incrocio tra le vie dell’Emilia, Popilia e Flaminia. Nel 49 a.C. fu il punto di partenza di Giulio Cesare nella sua marcia verso Roma. Munita di fortificazioni in età augustea, nel 359 d.C., Rimini fu sede di un concilio ecumenico. Con le invasioni barbariche venne occupata da Alarico, Genserico, Odoacre, Teodorico, assediata da Vitige, difesa da Belisario, persa nel 549 da Goti e infine passò ai Bizantini diventando probabilmente la capitale della Pentacoli bizantina. Governata dai duchi fino al sec. VIII, fece parte del territorio donato ai Franchi alla Santa Sede. Libero comune nel Medioevo, divenne dominio dei Malatesta dal 1295 al 1500, anno in cui il duca Valentino ne abbatté la signoria.
IGUVIUM (GUBBIO)
Antica città umbra divenuta municipio romano dopo la fine della guerra sociale, Iguvium (poi Eugubium) fiorì con l’impero e decadde con esso. Distrutta da Totila e saccheggiata da Ungari e Avari, risorse intorno al mille costituendosi in libero comune dapprima ghibellino e poi guelfo. Vittoriosa nella lotta con numerose città dell’Italia centrale, nel 1354 dovette cedere all’assedio del cardinale Albornoz. Nel 1376 si ribellò ai legati pontifici e ritornò per pochi anni al governo di popolo, ma nel 1384 si diede volontariamente ai Montefeltro, sotto i quali raggiunse nuova floridezza. Da allora seguì le sorti del ducato di Urbino e nel 1624 passò allo Stato Pontificio.
PISTORIAE (PISTOIA)
Fondata dai romani nella prima metà del II secolo a.C., ebbe scarsa importanza durante la repubblica e l’impero. Nel suo territorio Catilina subì la grave sconfitta ad opera del console Petreio. Mentre sono numerosi gli avanzi monumentali della dominazione romana, scarsi sono quelli della dominazione gotica. Ha invece rilievo la presenza dei longobardi che nel VI secolo la elevarono a rango di città regia, indipendente dal duca di Lucca. Il comune fu retto dai consoli fino al 1158, anno di elevazione del primo podestà; è importante citare lo statuto di Pistoia del 1177 il quale è uno dei più antichi d’Italia. All’inizio del XIII secolo, la città lottò per estendere i propri confini, contrastata da Firenze a Lucca. Le sconfitte subite nel 1228 e nel 1254 ad opera dei fiorentini e le dure condizioni di pace di Empoli diedero inizio alla sua decadenza politica.
PISAURUM (PESARO)
Antichissima città italica, appartenente ai Piceni , agli Etruschi e ai Galli Senoni. Conquistata dai Romani nel 184 a.C., durante il secondo triumvirato accolse una colonia di veterani di Ottaviano e di Antonio e prese il nome di Colonia Julia Felix Pisaurum. Dopo la caduta dell’Impero subì stragi e devastazioni dai barbari e venne incendiata da Vitige (539). Passata sotto i Bizantini e ricostruita a opera di Belisario, con Ancona, Fano, Rimini e Senigallia formò la Pentacoli marittima alle dipendenze dell’esarca di Ravenna. Contesa fra Bizantini e Longobardi, sotto Astolfo venne occupata da Pipino re dei Franchi e quindi donata a papa Stefano II. Da allora nominalmente soggetta alla Chiesa, ma di fatto sottoposta ad alterne dominazioni, nel sec. X si eresse a comune governato prima da consoli e poi da podestà.
PISAE (PISA)
Tito Livio attribuisce la fondazione della città ai liguri, mentre Plinio la collega alla colonizzazione achea dei secoli XIII e XII a.C.. Fu certamente dominio etrusco a partire dal V secolo a.C.. Colonia militare romana nel 180 a.C., ottenne la cittadinanza nell’89 a.C. acquistando fama come base navale del mediterraneo occidentale. Intensificata la sua flotta contro la minaccia saracena per l’egemonia del tirreno e per i mercati del mondo arabo, fu vittoriosa a Reggio Calabria, in Sardegna e a Cartagine. Costituitasi in comune nel XI secolo, diede vita a corporazioni come l’ordine dei mercanti e l’arte della lana. Fedele al partito ghibellino, combatté contro Firenze nel 1221, ma con la morte di Federico II di Svevia ebbe inizio per Pisa un periodo negativo.
POPULONIA (Frazione del comune di Piombino, poi provincia di Livorno)
Antica città etrusca, poi romana, fu fiorente già dal VII secolo a.C. poteva contare su un buon porto naturale nell'attuale golfo di Baratti. La città è particolarmente nota per la lavorazione e il commercio dei metalli provenienti dalle vicine colline metallifere, ma anche dall’isola d’Elba. Caduta sotto l'egemonia romana agli inizi del III sec. a.C., Populonia lentamente decade: già Strabone scrive che la città era semiabbandonata e che le miniere erano state chiuse.
LUCA (LUCCA)
Antichissima stazione dei liguri, divenne nel 180 a.C. colonia latina. Dopo la guerra sociale, fu eretta nell’89 a municipium. Sotto Augusto, Lucca fu assegnata all’Etruria. Dopo il 570 divenne capoluogo della Tuscia longobarda, sede del re e di vescovi. Con l’avvento dei franchi nel IX secolo, Lucca fece parte del marchesato di Toscana ma, mirando a rendersi indipendente, parteggiò contro il marchese a favore dell’imperatore, raggiungendo la libertà comunale nel 1119. Dalla fine del XII secolo e per tutto il XIII, Lucca godé il periodo di maggior potenza e benessere.
URBINUM (URBINO)
Insediamento dei Galli Senoni nel IV secolo a.C., divenne colonia romana nel 285 a.C. Guarnigione gotica con Teodorico, poi dominio longobardo (VIII sec.) e quindi vescovile in età carolingia con gli ottoni, Urbinum dimostrò la propria locazione ghibellina, parteggiando successivamente per gli imperatori della casa di Svevia. Questi la affidarono ai Montefeltro, che la portarono a una ragguardevole floridezza, riconfermata poi agli inizi del secolo XVI dal duca e capitano generale Francesco Maria dalla Rovere. Dopo un periodo di decadenza, la città cadde nel 1631 sotto lo stato pontificio. Gli Urbinati si ribellarono ai francesi (1797) e nel 1798 fecero parte della Repubblica Romana. Dal 1808 al 1814 Urbinum fu inclusa nel Regno Italico.
VETULONIA (Frazione del comune di Castiglione della Pescaia, provincia di Grosseto)
Antica e potente città etrusca e fiorente tra la fine del VIII secolo e VI a.C., divenne municipio romano nel III secolo a.C. Della città etrusca restano alcuni tratti delle mura; di quella romana pochi resti sparsi. Di grande importanza le necropoli, soprattutto nella fase orientalizzante. Tra le tombe più grandiose sono il tumulo “del Diavolino” e quello “della Pietrera”, entrambi con camera interna a due piani coporta a pseudovolta. Da quella della Pietrera provengono sculture della fino del VII secolo, tra le più antiche sculture etrusche in pietra.
VULCI
Antica città etrusca del Lazio a nord ovest di Tarquinia in provincia di Viterbo, fu sottomessa da Roma nel 280 a.C., divenne municipio romano dopo la guerra sociale del 90-88 a.C. e decadde in epoca imperiale. Dell’antico abitato etrusco-romano, oltre alle mura, restano avanzi di un tempio, di un ninfeo, di un portico e di altri edifici che fiancheggiano il decumano.
TARQUINII (TARQUINIA)
Centro in provincia di Viterbo. Tra le più potenti e ricche città etrusche, certamente risalente all’età del Ferro, secondo la leggenda fu fondata verso il 1500 a.C. da Tarconte, originario della Lidia. Verso il V secolo iniziò il lento declino e la leggenda parla della cacciata da Roma di Tarquinio il Superbo e delle guerre che ne seguirono. Le ostilità più o meno aperte continuarono fino alla III guerra sannitica, allorché Tarquinia, sconfitta con la lega degli italici a Sentino, dovette rassegnarsi a riconoscere la supremazia di Roma. Durante la guerra sociale non fece causa comune con gli altri socii. Fu compensata dalla Lex Iulia che le concesse la cittadinanza romana nel 90 a.C.. Centro prosperoso ancora in età imperiale, accolse presto il cristianesimo. Poi riconobbe le devastazioni dei barbari e quelle dei Saraceni. Riacquistata floridezza con l’agricoltura e il commercio marittimo, si resse a comune e intrattenne rapporti con Pisa, Firenze, Genova e Venezia. Fu sottomessa in seguito alla Chiesa, subì altre signorie e dal XVI secolo seguì le sorti dello Stato Pontificio.
SENA GALLICA (SENIGALLIA)
L’attuale denominazione dell’abitato deriva da quella che gli diedero i Romani nel 283 a.C., allorché l’occuparono dopo aver vinto la resistenza dei Galli Senoni che vi risiedevano. Divenuta così la prima colonia romana sull’Adriatico, la città conobbe un fortunato periodo conclusosi nell’82 a.C. quando fu distrutta da Pompeo. Nuovamente rasa al suolo a opera dei Goti di Alarico, divenne con i Bizantini una città della Pentacoli legata all’Esarcato di Ravenna. Nel 756 fu con altri territori donata a Pipino il Breve al pontefice dopo che il re dei Franchi l’ebbe strappata ai Longobardi di Astolfo. Comune dal sec. XII, divenne feudo estense nel 1210 e nel 1264 fu occupata da Manfredi nel contesto delle lotte tra guelfi e ghibellini. Dopo la riconquista ghibellina, avvenuta nel 1280 ad opera di Guido da Montefeltro, iniziò un periodo caratterizzato dall’impoverimento della città, colpita da terremoti e oggetto di scorribande saracene.
SPOLETIUM (SPOLETO)
Centro degli Umbri, fortificato tra il V e il IV secolo a.C. fu costretto al dominio dei Romani che ne fecero una colonia. Fedele alleata di Roma, lo fu soprattutto in occasione dello scontro con Annibale che fu sconfitto proprio davanti alle mura di Spoleto. Municipio nel 90 a.C., ebbe dalla dipendenza romana esclusivamente dei benefici. Dopo la lunga parentesi ducale, Spoleto fu considerato a livello di provincia dello Stato Pontificio. Il capoluogo si resse a comune e conobbe lotte tra frazioni e tra i signori locali.
ASSISIUM (ASSISI)
Antica città umbra che i Romani, attorno al 339 a.C. trasformarono in municipio col nome di Assisium. Aspramente contesa da Goti e Bizantini, subì una distruzione ad opera di Totila nel 545; passò poi ai Longobardi che la incorporarono al Ducato di Spoleto. Ordinatosi libero comune nel XII secolo, affrontò due guerre con Perugia che aveva già sottomesso tutte le piccole città dei dintorni. In seguito fu congiunta, con tutta l’Umbria, allo Stato Pontificio del quale seguì le sorti.
ARRETIUM (AREZZO)
Città etrusca dapprima avversaria di Roma e poi sua alleata contro i Galli e contro Annibale, divenne municipio romano durante la guerra sociale. Punita da Silla con la perdita della cittadinanza per aver favorito Mario, fu presto reintegrata nei suoi diritti. Guadagnata ben presto la fede cristiana, nel Medioevo fu successivo possesso dei Longobardi e dei marchesi di Toscana. Libero comune dal secolo XI fu spesso in lotta con le città vicine, specialmente con Firenze alla quale fu venduta nel 1384 perdendo ogni autonoma importanza, nonostante i reiterati tentativi di ribellione.
COSA
Antica città dell’Etruria, ai piedi del Monte Argentario, divenne colonia latina nel 273 a.C. e successivamente municipio. Rimangono avanzi delle mura poligonali del III secolo, del foro con basilica, delle terme e dei Capitolium. In seguito alle devastazioni barbariche, cambiò il suo nome in Ansedonia.
CLUSIUM (CHIUSI)
Nota come Chamars, fu la più potente città etrusca. Nel 296 divenne stazione militare romana con il nome di Clusium. Nell’82 fu trasformata in colonia da Silla. Nel 765 fu sede di un ducato longobardo durato fino al 776. A causa del progressivo impaludamento dal XI secolo cominciò a decadere, seguì le vicende di Orvieto sino al 1232, quando passò a Siena che la contese per più di un secolo a Perugia.
INTERAMNIA (TERAMO)
Antica città dei Prepuzi, popolazione italica degli Abruzzi, è l’odierna Teramo. Di probabile origine greca o fenicia, fu chiamata Interamnia dai Prepuzi e poi Teramne. Diviene municipio romano tra i più notevoli della regione abruzzese anche per gli eccellenti collegamenti stradali con Roma. All’epoca di Augusto, entrò a far parte della V regione , il Picenum.
AUSCULUM (ASCOLI PICENO)
Antico capoluogo dei piceni conquistato dai Romani con tutta la regione nel 286 a.C., fu nel 91 tra le città promotrici della guerra sociale contro Roma. Pompeo Stradone, incaricato della depressione, vinse la difesa degli Ascolani scatenando poi il saccheggio. Risolto in epoca imperiale, divenne la capitale del Piceno Suburbicario nel IV secolo. Conquistato dai longobardi prima che lo incorporarono al Ducato di Spoleto e sottoposto al dominio della Chiesa poi, si eresse a libero comune nel 1185 ampliando il proprio territorio.
REATE (RIETI)
Antica Reate, capitale dei Sabini, fu nel 290 a.C. unita al territorio romano da Maria Curia Dentato. Prefettura fino al tempo di Augusto e poi importante municipio, nel Medioevo fu unita al Ducato di Spoleto, divenendo sede di una gastaldio con i longobardi e di una contea al tempo dei Franchi, finchè alla fine del XII secolo, si trasformò in un fiorente comune di parte guelfa.
CORTONA (CORTONA)
Sorta sul luogo di un antico centro etrusco fu famosa per la produzione di bronzi. Non si sa quando divenne romana. Nel 450 fu conquistata da Goti e nel XIII secolo divenne libero comune. Nel 1258 fu saccheggiata e incendiata dagli Aretini e poté riconquistare l’autonomia solo dopo tre anni.
SAENA (SIENA)
Già centro degli Etruschi, poi colonia romana, Sena Julia, intorno al I secolo d.C. ebbe un proprio corpo di magistrati. La posizione dominante nell’altopiano toscano la preservò dalle invasioni barbariche favorendone lo sviluppo.
FAESULE (FIESOLE)
Centro etrusco, importante soprattutto dopo il 300 a.C. era città romana già all’inizio del I secolo a.C. ma avendo partecipato alla guerra sociale, fu conquistata e devastata nel 90 a.C. da Catone. Silla vi dedusse una colonia. Nel 1123 i Fiorentini mossero guerra a Faesule che fu assoggettata dopo ben due anni di resistenza.
VOLTERRAE (VOLTERRA)
Nell'Etruria settentrionale si trovava la città di Volaterrae, attuale Volterra, nella valle del fiume Cecina. Sottomessa da Roma agli inizi del III sec. a.C., Volaterrae conservò una certa importanza, anche grazie all'intermediazione della potente famiglia dei Cecina. La produzione più caratteristica di Volterra è quella delle urne cinerarie in tufo e in alabastro, che prende avvio verso la metà del III sec. a.C. e prosegue fino al I sec. a.C..
PERUSIA (PERUGIA)
Perusia, originario centro umbro che sorgeva su di una collina affacciata sulla valle del Tevere, appare in età storica inserita nella lega delle dodici città dell'Etruria. Venne sottomessa da Roma nel 295 a.C. e nel 41-40 a.C. fu teatro di aspri scontri tra Ottaviano e Lucio Antonio, fratello di Marco, e Fulvia, moglie del triumviro. La città era chiusa da una cinta di mura, nelle quali si aprivano diverse porte: uno degli accessi più importanti alla città è costituito dal cosiddetto arco di Augusto, probabilmente anteriore all'età augustea, nonostante il suo nome, forse della seconda metà del secondo secolo a.C.. Antica città degli Umbri, fondata probabilmente dai Pelasgi, fu colonizzata dagli Etruschi attorno al 500 a.C. Ostile a Roma, fu sconfitta dall’esercito di Rulliano che mise fuori combattimento oltre 600 perugini. Ottenuta la cittadinanza nell’89 a.C., fu poi municipio retto da quattuorviri. All’epoca del secondo triunvirato, Ottaviano vi assediò il console Lucio Antonio il quale si arrese l’anno successivo e Perugia fu data alle fiamme. Lo stesso Ottaviano la fece immediatamente ricostruire e incorporare nella settima regione.
CAESENA (CESENA)
Il primo nucleo abitativo di Cesena sorge con ogni probabilità per opera degli umbro-etruschi intorno al VI-V sec. a.C., e il taglio prodotto dal torrente Cesuola si riverbera nel nome dato al piccolo centro, che deve assomigliare a un "Césena". Secondo altre interpretazioni, il nome le deriva dall'etrusco "Caizna" oppure dal latino "caedo", in memoria di una particolare tattica usata dai Galli Boi, antichi abitatori della Romagna, per sconfiggere i Romani nella vicina foresta del Colle Spaziano. Intorno al IV secolo sopraggiungono i Galli, del cui breve dominio rimangono profonde tracce nell'economia e nella lingua locale.
Tuttavia è solo con l'arrivo dei Romani - i quali fondano nel 268 a.C. la colonia di Ariminum, Rimini - che il piccolo nucleo assume la forma di villaggio. Del periodo repubblicano rimane oggi ben visibile la colossale opera di centuriazione cui è sottoposto il territorio cesenate, presumibilmente tra il 235 e 220 a.C., che suddivide la campagna in un perfetto reticolato ancora oggi visibile. Successivamente la Curva Caesena dell'età imperiale, citata da Plinio il Vecchio come città produttrice di ottimo vino, decade con l'Impero Romano ed è sottoposta alle incursioni dei barbari.
FLORENTIA (FIRENZE)
Sorge sulle rive dell'Arno, nel territorio abitato già da Italici (Umbri) a cui si sovrapposero, in età non ben precisata, gli Etruschi. Le prime testimonianze della civiltà etrusca risalgono al IX sec. a. C. (pitture tombali, urne, tombe, tavolette e statue). Pregevoli collezioni di arte etrusca sono conservate anche a Firenze, nel Museo Archeologico (come il famoso bronzo della chimera). Solo nel 395 la civiltà etrusca fu sottomessa definitivamente all'influenza romana, perdendo i connotati peculiari della cultura originaria. Durante le campagne di colonizzazione operate da Silla, i romani fondarono a Firenze il municipio Florentia sui resti di un antico insediamento etrusco, ponendovi la base per una luogo di rifugio e riposo per i veterani. Con la definitiva sconfitta degli etruschi e l'affermarsi della supremazia romana, grazie alla sua fortunata posizione sulla via Cassia e sul fiume Arno, la città divenne sempre più importante come centro di comunicazione e di commercio per le ricche colture agricole della zona circostante. In seguito Firenze divenne sede vescovile. La città, dopo la resistenza agli ostrogoti e la resa a Totila, re dei goti, entrò a far parte del ducato di Lucca sotto i longobardi. Solo con l'avvento di Carlo Magno riacquistò prestigio e indipendenza, divenendo una contea. Lotario I ne fece un nuovo feudo riunendo i territori fiorentini con quelli di Fiesole.
RUSSELLAE (ROSELLE)
Tra le città dell'Etruria marittima possiamo ricordare per ragioni di convenienza anche Rusellae (attuale Roselle), sebbene sorgesse ad una certa distanza dalla costa, in una forte posizione a controllo della valle dell'Ombrone. La città, che occupava una piccola collina, prese parte a diverse coalizioni antiromane e alla fine venne conquistata nel 294 a.C. Nella prima metà del I sec. a.C. divenne colonia romana, vivendo un periodo di prosperità nell'età giulio-claudia. In età tardoantica, appare quasi del tutto abbandonata.
VOLSINII (ORVIETO)
Antico centro etrusco gravemente decaduto in epoca romana, durante l’alto Medioevo esso fu a lungo disputato tra Goti e Bizantini. Sotto la dominazione longobarda fu sede di una contea e un vescovado. Entrò quindi a far parte dei beni di Matilde e Canossa e passò poi sotto il dominio della Chiesa. Costituitosi comune nei secoli XII e XIII, si ribellò più volte ai rettori pontefici.
IGILIUM (ISOLA DEL GIGLIO)
Nata quattro-cinque milioni di anni fa, l’Isola del Giglio deve alla sua posizione geografica strategica l’origine della sua storia avventurosa e contesa. Già abitata dall’età della pietra e successivamente scelta dagli etruschi come probabile avamposto militare, il Giglio visse uno dei momenti di maggior splendore sotto il dominio romano dei Domizi Enobardi, proprietari della monumentale Villa Patrizia, diventando un nodo marittimo fondamentale negli scambi fra le Province, come dimostrano i numerosi relitti nelle acque antistanti l’isola.
INTERAMNA (INTERAMNA NAHARS, TERNI)
Interamna Nahars venne sottomessa dai romani nel III secolo a.C. Fu una città federata, che ebbe la cittadinanza con la guerra sociale. Prosperò durante tutta l’età romana, poi però subì saccheggi e devastazioni. Fu tormentata da lotte tra guelfi e ghibellini e contesa da imperatori e papi.
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